La foto

 

 Click to enlarge

 

 

Her Majesty Ship Victory

“ England expects that every man will do his duty”

Questo storico messaggio di Orazio Nelson, il piu’ famoso della storia navale, fu trasmesso agli equipaggi dallebandiere di segnalazione issate a riva dell’albero di maestra della “Victory”.

In quel momento ,l’alba del 21 ottobre 1805, la Gran Bretagna si accingeva , nelle acque di Trafalgar, a giocare la carta decisiva per l’affermazione di quel potere marittimo che per 140 anni, orgogliosamente, avrebbe imposto al mondo la realta’ espressa dal celebre motto “ Britannia rules the waves “.

Napoleone aveva addossato parte della responsabilita’ della mancata invasione dell’Inghilterra al suo ammiraglio Pierre Villeneuve che si era fatto bloccare a Cadice con tutta la flotta franco-spagnola dalla squadra britannica comandata da Nelson.

Villeneuve volle rispondere dimostrando la sua capacita’ di affrontare il nemico e si appresto’ a uscire dal porto. Dal canto suo Nelson, per invogliare Villeneuve a scoprirsi, simulo’ una forte diminuzione del numero dei vascelli che bloccavano la flotta nemica.

La mattina del 20 ottobre tutta la flotta di Villeneuve usci’ da Cadice. L’ammiraglio era ben conscio che la flotta nemica era in attesa anche se non e’ noto quali fossero esattamente i suoi piani.

Villeneuve sapeva comunque che lo scontro era inevitabile e ordino’ gia’ inizialmente le sue forze in un'unica fila, mettendo in testa i vascelli meno veloci alternando le navi francesi a quelle spagnole.

All’alba del 21 ottobre la flotta franco-spagnola scorse sulla sua dritta, e cioe’ verso ponente, la flotta britannica, ordinata su due colonne con prora a levante, in direzione quindi perpendicolare alla formazione sua. Per evitare che la flotta britannica avvolgesse la coda della sua linea, Villeneuve fece invertire la rotta ordinando nel contempo l’accostata.

Nelson prosegui’ con le sue navi su due colonne, con vento favorevole, e approfittando della felice posizione con rotta di rapido avvicinamento verso la formazione nemica, coadiuvato intelligentemente in questa manovra dall’ammiraglio Cutlipert Collingwood a bordo del Royal Sovereign e da tutti i comandanti. Costoro avevano intuito l’intenzione del loro ammiraglio che era quella di piombare sul centro e sulla coda della formazione avversaria introducendosi fra una nave e l’altra per frazionare la battaglia in tanti duelli isolati. La manovra riusci’, la battaglia si fraziono’ in tanti accaniti singoli combattimenti da ambo le parti. Il centro e la coda della formazione francese si trovarono a combattere contro le unita’ nemiche assai superiori di numero e subirono in breve tempo perdite rilevanti mentre le navi di testa rimanevano senza bersaglio e non seppero portare un pronto soccorso alle altre unita’ cosi’ duramente provate.

La nave ammiraglia di Nelson  il “Victory” seguita dalle unita’ della sua colonna si avvicino’ al vascello “Bucentaure”, nave ammiraglia di Villeneuve , e sfiorandola poi di poppa l’aveva poi abbordata sottovento.

Il duello tra “ Victory “ e “ Bucentaure” fu davvero epico. Come e’ noto, mentre ancora la battaglia ferveva accanitissima, Nelson fu’ ferito mortalmente da un colpo di moschetto sparato da un fuciliere dalla coffa del vascello Redoutable che, con con lo spagnolo Santissima Trinidad era accorso in sostegno del “Bucentaure”.

Anche l’ammiraglio Gravina, comandante della flotta spagnola, venne ferito mortalmente.

Le sorti della battaglia erano ormai nettamente favorevoli ai britannici, nel combattimento a corpo a corpo furono fatti prigionieri l’ammiraglio Villeneuve e gli ammiragli spagnoli Alava e Cisneros.

Nel duello fra nave e nave i britannici poterono sfruttare la loro superiorità ’e riuscirono ben presto ad avere ragione del nemico. Dopo tre ore di combattimento la flotta franco-spagnola era annientata, 17 vascelli resi inutilizzabili, uno distrutto, quelli che avevano potuto salvarsi vennero in parte catturati nei giorni successivi. I 17 relitti, che gli inglesi avevano in parte presi a rimorchi dovettero essere abbandonati e andarono a picco durante una furiosa tempesta scatenatasi nella notte successiva. I vascelli francesi in buona parte in fiamme furono abbandonati e lasciati alla loro tragica sorte.

In conclusione i britannici non poterono portare a Gibilterra, come trofeo di vittoria, che 4 relitti, uno solo dei quali fu in grado di essere incorporato nella flotta.

Il bilancio della disfatta di Trafalgar si riassume cosi :

8 vascelli francesi presi e 1 distrutto, 9 vascelli spagnoli catturati. I francesi ebbero 3.000 morti e 1'000 feriti, gli spagnoli 1.000 morti e 1.300 feriti.

Da parte britannica si ebbero 500 morti e 1.200 feriti.

Di tutta la magnifica flotta apprestata con vigile cura da Napoleone non restarono che poche unita’L’imperatore comprese che da quel momento ogni speranza di poter battere la flotta britannica era perduta. La battaglia di Trafalgar togliendo dalla scena la flotta franco-spagnola elimino’ ogni serio ostacolo al raggiungimento del dominio dei mari da parte della flotta britannica.

Breve storia della “ H.M.S. Victory”

Nel 1758 inizia la storia della Victory, storia lunga e affascinante di un vascello arrivato ai giorni nostri, quale testimone di vita marinara e di violente battaglie navali che hanno scritto la storia del mondo.

In quell’epoca la potenza di una nazione era potenza navale, il prestigio di un popolo era raffigurato dalla flotta.

Fu appunto nel 1758 che Re Giorgio 2° volle promuovere un ambizioso progetto di incremento della flotta inglese dando il via alla costruzione di 12 grandi navi tra cui una di primo rango, la Victory, con piu’ di 100 cannoni da costruire nei cantieri di Chatham.

Fu progettata dal capo del genio navale Thomas Slade e la costruzione venne affidata al maestro legnaiolo Mr. Allen.

Venne varata il 7 maggio del 1765, non entro’ pero’ in battaglia, la guerra dei 7 anni era finita e la Victory rimase per 13 anni sul Medway.

Fu qui’ che per la prima volta Horathio Nelson nel gennaio del 1771 allora dodicenne la vide.

Allo scoppio della guerra per le colonie del nord america fu inviata a Portsmouth dove furono innalzate le insegne dell’ammiraglio Keppel.

Nel 1782 prese parte alla battaglia di Capo Spurtel al comando dell’ammiraglio Lord Howe, e nello stesso anno partecipo’ all’attacco contro il blocco di Gibilterra.

Partecipo’ alla presa di Tolone difesa dall’artiglieria dell’allora giovane ufficiale Bonaparte.

Nel 1794 durante l’assedio di Calvi fu sbarcato un contingente di uomini e cannoni al comando del capitano Horathio Nelson che nel corso del combattimento perse l’occhio destro.

Tra il 1798 e il 1800 la Victory interruppe la sua carriera militare per divenire una nave ospedale .

Nel 1801 rimessa in cantiere subi’ per due anni un determinante ammodernamento, fu completamente smontata e ricostruita assumendo quell’aspetto che ancora oggi conserva.

Nel 1803 rientro’ in servizio attivo sotto le insegne dell’ammiraglio Nelson.

Il 15 settembre 1805 la Victory salpo’ dall’Inghilterra per prendere parte al blocco di Cadice.

Il 21 ottobre del 1805 al largo di Capo Trafalgar la Victory guido’ la flotta inglese alla vittoria nella memorabile battaglia contro la flotta franco-spagnola, durissima e decisiva battaglia per il dominio dei mari.  Questa strepitosa vittoria pero’ fu causa di grande cordoglio per il popolo inglese che vide l’artefice principale Horathio Nelson cadere nel momento del suo piu’ grande successo.

La Victory subi’ danni enormi e dovette per questo essere rimorchiata a Gibilterra per essere messa in grado di raggiungere Portsmouth.

Il 8 gennaio 1806 mentre nella cattedrale di Saint Paul veniva sepolta la salma di Nelson, furono ammainate le piu’ prestigiose insegne che la nave avesse mai recato.

Fino al 1812 fu impiegata in continue imprese, poi torno a Portsmouth da quello che doveva considerarsi il suo ultimo viaggio. Fu messa nuovamente in cantiere e nel 1815 era pronta per l’azione ma la battaglia di Waterloo pose fine alle guerre Napoleoniche.

Rimase a Portsmouth fino al 1922 ma lo scafo cominciava a denunciare l’effetto del tempo essendo il legname ridotto ad uno stato preoccupante. Fu allora rimossa per cercare di conservarla per il futuro e posta al molo n°2, grande cimitero monumentale della marina.

Fu lanciato un appello alla popolazione dalla societa’ di ricerche navali con l’aiuto e l’approvazione dell’ammiragliato per reperire i fondi per il restauro che avrebbero portato la Victory all’aspetto di Trafalgar.  Si raccolsero 120.000 sterline che permisero di portare a termine l’opera.

Il fascino della “ Victory” e’ universale e non solo inglese, ancor oggi il binomio

 “ Victory – Nelson “ continua ad ispirare tutti i popoli del mondo.

 

Dati Tecnici

Lunghezza al ponte dei cannoni : 186 piedi    Larghezza :51

Dislocamento : 3.500 ton.   Srazza : 2.162

Alla battaglia di Trafalgar :

Ammiraglio : Horathio Nelson      Equipaggio : 850  uomini

Armamento : 30 cannoni da 32 libbre,   28 da 24,  32 da 12, 12 da 6,          2 carronade da 68 libbre.

 

Sironi Roberto webmaster